Il 25 luglio 2023, mentre Forme si teneva uno scambio giovanile, un incendio ha devastato la provincia di Palermo. Il terreno dell’associazione ha preso fuoco. Gli animali andavano messi al sicuro. I ragazzi e le ragazze presenti allo scambio hanno vissuto bruciare qualcosa a loro prezioso.
Da quel momento hanno cominciato a pianificare questo progetto.
93% delle aree bruciate d’Italia si trovano in Sicilia. La provincia di Palermo è la più colpita. La Sicilia brucia. Ogni anno. Non per caso.
Le cause sono il cambiamento climatico, decenni di cattiva gestione del territorio, e la criminalità organizzata. Durante l’incendio del 25 luglio 2023, tante persone e terreni sono stati lasciati soli: mancavano vigili del fuoco, mancavano mezzi aerei, mancava una risposta istituzionale all’altezza.
A rispondere è stata la società civile — con gruppi WhatsApp, sentinelle di quartiere, mutuo aiuto spontaneo.
I giovani di questo progetto hanno deciso che non basta indignarsi: bisogna costruire strumenti, reti, voci che arrivino ai tavoli dove si decide.
Per fare ciò, abbiamo chiamato ad aiuto la nostra rete locale, perchè il primo e principale obiettivo rimane sempre: fare comunità. Mentre la nostra associazione accompagna i giovani nel loro percorso di crescita come attivisti, portavoci e progettisti, i professionisti del Collettivo Rewild Sicily offrono le loro competenze in vari ambiti, come biologia, ecologia, scienze forestali ed educazione ambientale.
Il Collettivo Rewild Sicily nasce con una missione semplice e radicale: rendere la Sicilia un posto più verde, più consapevole, più selvatico. Sul tema incendi, il loro lavoro è concreto e all’avanguardia: studiano il fuoco come elemento integrante del paesaggio mediterraneo e lavorano per restituire alle comunità la capacità di rapportarsi al fuoco in modo consapevole, sicuro e culturalmente radicato.
In We Didn’t Start the Fire, il Collettivo Rewild Sicily porta questa competenza direttamente ai giovani partecipanti — durante le escursioni, le giornate di volontariato, e gli incontri sul campo.
Le attività del progetto
Escursioni naturalistiche nei territori
Camminate guidate tra zone bruciate e zone preservate nella provincia di Palermo — per vedere con i propri occhi, raccogliere testimonianze, fotografare, capire. Ogni passeggiata è anche un momento di raccolta di opinioni tra i giovani.
Giornate di volontariato di mutuo aiuto
Due giornate di lavoro concreto nei progetti di permacultura, uno colpito dagli incendi — Forme a Terrasini – e uno dove si crea collettività e gruppo di solidarietà – al Centro Kenko a Palermo. Perché la solidarietà si fa, non si racconta.
Incontri con le Consulte Giovanili e dialogo con i decisori
Sulle Madonie e a Capaci. I giovani portano dati, testimonianze, domande e richieste — e aprono un dialogo strutturato con chi ha il potere di cambiare le politiche
Festival ed eventi pubblici
Tre momenti aperti alle comunità: un evento di apertura per conoscere i giovani e le associazioni locali coinvolti; un evento di condivisione di buone pratiche, e la Festa del Fuoco finale.
Output del progetto
"Educare alla bellezza e affezionarsi al nostro territorio - sono strumenti potenti per salvaguardare il nostro ambiente e tutti i suoi abitanti"
I risultati della Consultazione Giovanile - L'opinione sui Motivi degli Incendi e sulla Partecipazione Democratica
Interessi illeciti
Abbandono del territorio
Cambiamento climatico
Gravità degli incendi
La maggioranza dei rispondenti percepisce il fenomeno degli incendi come grave o molto grave nel proprio territorio
Coinvolgimento nelle decisioni
Pochi giovani si sentono coinvolti nelle decisioni ambientali e territoriali
Fiducia nell'ascolto istituzionale
Maggior parte dei giovani dubita l’ascolto vero da parte delle istituzioni
Raccomandazione dei giovani per la prevenzione degli incendi e la cura del territorio
Premessa
Noi giovani firmatari di questa raccomandazione abbiamo partecipato e co-organizzato, nell’ambito di un progetto europeo di partecipazione giovanile, un percorso di conoscenza diretta del fenomeno degli incendi e della cura del territorio. Il percorso ci ha portato a:
- osservare e analizzare aree naturali colpite dal fuoco e aree integre, per comprendere gli effetti degli incendi sugli ecosistemi e sulle comunità;
- partecipare attivamente a progetti pratici di permacultura, sperimentando pratiche di rigenerazione del suolo e di gestione sostenibile del territorio;
- conoscere buone pratiche di prevenzione e mitigazione degli incendi, confrontandoci con chi le mette in pratica ogni giorno;
- incontrare istituzioni e decisori politici, per comprendere le competenze, i limiti e le possibilità di intervento ai diversi livelli;
- scambiare esperienze con le Consulte Giovanili di comuni rurali della provincia, concretamente della zona delle Madonie, e di Capaci, un comune fortemente legato alla storia della lotta antimafia, cogliendo il legame tra legalità, cura del territorio e futuro delle comunità;
- organizzare momenti pubblici di sensibilizzazione e confronto, per condividere quanto appreso con altri giovani e con la cittadinanza.
Da questo percorso è nata la convinzione che gli incendi in provincia di Palermo non siano un fenomeno solo “naturale” o solo “criminale”, ma il risultato di un intreccio di fattori: abbandono delle aree rurali, cambiamento climatico, carenza di manutenzione del territorio, debolezza dei controlli, interessi illeciti, scarsa educazione ambientale diffusa. Per questo crediamo che nessuna misura isolata sia sufficiente, e che serva un impegno coordinato tra i diversi livelli istituzionali e la cittadinanza.
Con questo documento non ci rivolgiamo a singoli amministratori o forze politiche, ma tutte le istituzioni competenti sul territorio, e anche ai cittadini privati; con l’obiettivo di offrire un contributo costruttivo, radicato nell’esperienza diretta, alla definizione di politiche più efficaci di prevenzione degli incendi e di protezione dell’ambiente.
Raccomandazioni generali
- Investire nella prevenzione più che nell’emergenza. Le risorse destinate allo spegnimento sono importanti, ma senza una programmazione seria della prevenzione (pulizia dei terreni, manutenzione del verde pubblico e delle aree boschive, fasce tagliafuoco, presidio del territorio) l’emergenza si ripete ogni estate.
- Coinvolgere realmente i giovani nella progettazione delle politiche ambientali, non solo come destinatari di campagne di sensibilizzazione ma come interlocutori attivi, anche attraverso le Consulte Giovanili e le associazioni giovanili del territorio.
- Sostenere l’educazione ambientale nelle scuole e nei territori, con percorsi strutturati e continuativi (non episodici) su clima, ecosistemi locali, rischio incendi e cura del territorio. Se sin da piccoli impariamo a conoscere e amare il nostro patrimonio naturale, cresceremo più consapevoli e responsabili.
- Valorizzare le pratiche di agricoltura rigenerativa e permacultura come presidio del territorio. Chi vive e lavora la terra è spesso la prima barriera contro l’abbandono e il degrado che favoriscono gli incendi.
- Rafforzare la trasparenza e la comunicazione pubblica su cause degli incendi, aree percorse dal fuoco, uso dei fondi per la prevenzione e la ricostruzione ambientale, così da rendere possibile un controllo civico reale.
- Collegare esplicitamente la lotta agli incendi dolosi alla cultura della legalità, riconoscendo che in alcuni territori gli incendi sono anche strumento di pressione, intimidazione o speculazione, e che contrastarli è anche un atto di contrasto alle mafie.
Ai Comuni: Sindaci, Assessori e Consigli comunali della Provincia di Palermo e Trapani chiediamo di:
- Aggiornare e applicare concretamente i Piani comunali di protezione civile e antincendio boschivo, con particolare attenzione alla manutenzione delle aree verdi pubbliche, dei terreni incolti e dell’interfaccia urbano-foresta.
- Sostenere e riconoscere formalmente il ruolo delle Consulte Giovanili come interlocutori nella definizione delle politiche ambientali locali, garantendo loro spazi di ascolto reali, non simbolici.
- Promuovere percorsi educativi nelle scuole su ambiente, rischio incendi e cittadinanza attiva, anche in collaborazione con associazioni giovanili e realtà del territorio già attive su questi temi.
- Sostenere progetti di agricoltura sociale, permacultura e riuso di terreni abbandonati o confiscati, anche attraverso bandi, concessioni agevolate e supporto tecnico ai giovani che vogliono investire nella cura della terra.
- Favorire momenti pubblici di sensibilizzazione e informazione alla cittadinanza, in particolare nei periodi di maggiore rischio incendi, coinvolgendo i giovani come promotori attivi e non solo come pubblico.
- Rafforzare la collaborazione tra Comuni limitrofi, per una gestione del territorio che non si fermi ai confini amministrativi.
Alla Città Metropolitana di Palermo chiediamo di:
- Sostenere una pianificazione territoriale sovracomunale della prevenzione incendi, che metta in rete i piani dei singoli Comuni e individui le aree a maggiore rischio su scala provinciale.
- Facilitare il coordinamento tra Comuni, Regione, Corpo Forestale, Protezione Civile e associazioni attive nella prevenzione e nella tutela ambientale, anche attraverso tavoli permanenti di confronto.
- Promuovere e sostenere progetti giovanili di partecipazione e cura del territorio su scala metropolitana, mettendo in comunicazione le esperienze delle diverse Consulte Giovanili dei Comuni della provincia.
- Investire nella manutenzione delle strade di accesso alle aree boschive e rurali, fondamentali per l’arrivo tempestivo dei mezzi di soccorso in caso di incendio e delle aree naturali di competenza metropolitana, spesso decisive per l’accesso dei mezzi di soccorso in caso di incendio.
- Promuovere iniziative di sensibilizzazione su scala provinciale che raccontino anche le esperienze positive di cura del territorio, non solo l’emergenza.
Alla Regione Siciliana: Assessorati competenti e Assemblea Regionale chiediamo di:
- Garantire continuità e stabilità del personale e dei mezzi antincendio, superando la logica della stagionalità e dell’emergenza, con una programmazione pluriennale della prevenzione.
- Destinare risorse strutturali e continuative alla prevenzione (manutenzione boschiva, fasce tagliafuoco, presidio del territorio, formazione) e non solo allo spegnimento e alla gestione dell’emergenza.
- Sostenere e semplificare l’accesso a bandi e finanziamenti per progetti giovanili di agricoltura sostenibile, permacultura e cura del territorio, in particolare nelle aree rurali interne più esposte all’abbandono.
- Rafforzare i controlli e il contrasto agli incendi dolosi, riconoscendo il legame tra alcuni incendi e interessi illeciti o speculativi, e collaborando attivamente con le istituzioni competenti in materia di legalità.
- Promuovere una strategia regionale di educazione ambientale nelle scuole di ogni ordine e grado, con moduli specifici sul rischio incendi, il cambiamento climatico e la cura del territorio siciliano.
- Istituire momenti stabili di ascolto e confronto con i giovani siciliani su ambiente e territorio, anche attraverso il coinvolgimento delle Consulte Giovanili comunali in un percorso di partecipazione a livello regionale.
- Valorizzare e diffondere le buone pratiche già esistenti sul territorio (progetti di permacultura, presidi agricoli, esperienze di comuni virtuosi), rendendole modello replicabile per altri contesti.
Al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti chiediamo di:
- Supervisionare e controllare il lavoro delle concessionarie autostradali, responsabili della pulizia e manutenzione delle aree di pertinenza dell’autostrada, incluse le aree verdi. Questi luoghi, infatti, sono spesso l’origine di incendi.
Conclusioni
- Questo percorso ci ha mostrato che la cura del territorio non è un tema astratto: è fatta di persone, di lavoro concreto sulla terra, di relazioni tra generazioni e tra istituzioni e cittadini. Abbiamo visto boschi bruciati e boschi curati, comuni che si organizzano e territori abbandonati a sé stessi. Abbiamo imparato che la prevenzione degli incendi è anche una questione di legalità, di lavoro, di educazione e di futuro.
Come giovani, non chiediamo di essere semplicemente informati o coinvolti in modo simbolico: chiediamo di essere considerati parte attiva nella costruzione delle politiche che riguardano il territorio in cui vivremo. Restiamo disponibili a un confronto diretto con le istituzioni a tutti i livelli per approfondire queste proposte e contribuire alla loro realizzazione.
Progetto finanziato dall’Unione europea. Le opinioni espresse appartengono, tuttavia, ai soli autori e non riflettono necessariamente le opinioni dell’Unione europea o dell’Agenzia esecutiva europea per l’istruzione e la cultura (EACEA). Né l’Unione europea né l’EACEA possono esserne ritenute responsabili.












