Crediamo che la Realtà non sia una sola, ma che esistano molteplici realtà, che costruiamo attraverso le nostre percezioni sensoriali, i condizionamenti sociali, culturali, religiosi e personali, tutti frutti dei nostri percorsi individuali.
La Realtà, come la intendiamo noi, è fluida: cambia, si arricchisce, si evolve attraverso le esperienze e, soprattutto, attraverso le relazioni.
La relazione per noi è uno spazio d’incontro tra realtà diverse, dove queste possono riconoscersi, confrontarsi o anche entrare in contrasto. È in questo spazio che possiamo sfidare gli stereotipi e decostruire le convinzioni limitanti che influenzano le nostre vite, per costruire insieme nuove realtà collettive, incentrate sul benessere di tutti.
La nostra Missione
La nostra missione è favorire l’incontro e la convivenza tra realtà diverse, sospendendo il giudizio ed entrando in empatia con l’altro, conoscendo così il vero sé di chi ci sta di fronte, al di là di proiezioni e aspettative. Creiamo spazi d’incontro dove ognuno può sentirsi libero/a di esprimersi e sperimentarsi nelle realtà degli altri, ampliando così le opportunità per espandere la nostra visione sulle possibilità che questa vita terrestre ci offre.
Questi momenti di incontro ci aiutano a sviluppare una comprensione più profonda anche della relazione con noi stessi. Attraverso l’esperienza, accompagnata da momenti di riflessione, condivisione, ascolto e introspezione, possiamo riconoscere ciò che muove i nostri pensieri, le nostre emozioni e le nostre azioni.
Il nostro team

Laurea in giornalismo in tasca, ho annusato le traiettorie della comunicazione convenzionale e ho deciso che era decisamente più salutare (per la mia pressione arteriosa e per il bene comune) smettere di raccontare i fatti e iniziare a provare a fabbricarli. Mi sono regalato, senza troppi calcoli, alla progettazione sociale: quell'arte acrobatica di dare una struttura logica a idee strampalate e sogni che profumano di utopia, accettando con una certa serenità che il fallimento è solo un prototipo che non ha ancora trovato la sua strada.
Nei giorni dispari faccio l’educatore e il formatore, con una desueta vocazione per l’ambiente e la lentezza, cercando di convincere gli altri che la sostenibilità non è un sacrificio, ma un lusso accessibile. Se posso mi perdo volentieri per i boschi; se non posso, mi esercito nel fallimento creativo sul terrazzo di casa: non è ancora una foresta pluviale, ma sto pianificando con ostinazione il prossimo errore che lo farà diventare tale.



Il filo che guida il suo lavoro è la costruzione di culture condivise e multispecie: crea spazi di incontro tra il mondo umano e non-umano, in cui accogliere la diversità e — attraverso il contatto autentico con l'altro — conoscere più profondamente anche noi stessi, sviluppando la consapevolezza che non siamo esseri separati dagli altri, dagli animali, dalla natura.
Naturopata a indirizzo animale e responsabile della gestione del terreno dell'associazione.

Così si avvicina all’educazione ambientale e spazia, sperimentando diverse esperienze lavorative, tutte con la stessa matrice: il gioco.
Dopo un’esperienza lavorativa in Uruguay, la ludopedagogia diventa la metodologia portante dei suoi lavori, progetti e collaborazioni, intesa come una rivoluzione silenziosa che dal basso può portare a grandi cambiamenti.
Oggi si occupa di Diritti Umani, Formazione ed Educazione nei contesti scolastici, dentro cui porta il corpo e i colori del circo.



